Le modifiche proposte dal MPSV in materia di lavoro tramite piattaforme e trasparenza retributiva

Il Ministero del Lavoro e degli Affari sociali (MPSV) ha presentato a metà marzo 2026 i progetti di due leggi che comporteranno cambiamenti sostanziali per datori di lavoro, piattaforme digitali e lavoratori autonomi. Essi introducono infatti nuove regole per il lavoro tramite piattaforme e recepiscono la direttiva sulla trasparenza retributiva.

Il nostro studio legale Le propone ora una sintesi chiara dei due progetti:

#1 – NUOVA DEFINIZIONE DI LAVORO SUBORDINATO

Il progetto di legge sul lavoro tramite piattaforme (ZOPP) intende modificare la definizione di lavoro subordinato (závislá práce) contenuta nel Codice del lavoro. L’impatto non sarebbe quindi limitato alle sole piattaforme digitali.

Gli attuali elementi caratterizzanti del lavoro subordinato dovrebbero ridursi da quattro a due principali: il rapporto di sovra- e subordinazione e lo svolgimento del lavoro in nome del datore di lavoro. La sovra- e subordinazione andrebbe poi valutata sulla base di quattro sotto-elementi: l’organizzazione del lavoro, la vigilanza sullo svolgimento del lavoro, lo svolgimento del lavoro secondo istruzioni e lo svolgimento del lavoro durante l’orario di lavoro.

Proprio l’orario di lavoro può essere nella pratica uno degli elementi distintivi chiave tra lavoro subordinato e collaborazione realmente autonoma. L’esecuzione personale del lavoro dovrebbe cessare di essere un elemento definitorio del lavoro subordinato. L’erogazione di benefit a lavoratori autonomi (OSVČ) non dovrebbe, secondo il progetto, condurre di per sé a una riqualificazione del rapporto, qualora non ricorrano gli elementi definitori del lavoro subordinato.

#2 – PRESUNZIONE RELATIVA DI RAPPORTO DI LAVORO

Per il lavoro tramite piattaforme dovrebbe essere introdotta una presunzione relativa (confutabile) dell’esistenza di un rapporto di lavoro di base.

Qualora sussistano circostanze che indichino fondatamente la ricorrenza degli elementi del lavoro subordinato, spetterà alla piattaforma o all’intermediario dimostrare che almeno uno degli elementi non ricorre.

Ciò può inasprire in modo significativo la posizione dei modelli basati su lavoratori autonomi laddove la concreta impostazione della collaborazione corrisponda a un rapporto di lavoro dipendente.

#3 – RESPONSABILITÀ DELLA PIATTAFORMA PER L’INTERMEDIARIO

Secondo il progetto, la piattaforma dovrebbe rispondere in solido con l’intermediario dell’adempimento degli obblighi previsti dallo ZOPP nei confronti dei lavoratori delle piattaforme che hanno un rapporto contrattuale con l’intermediario.

Autonomamente, la piattaforma dovrebbe rispondere del fatto che, dopo una riqualificazione definitiva, l’intermediario adempia i relativi obblighi nei confronti delle autorità amministrative. La violazione di tale obbligo può comportare una sanzione pecuniaria fino a 3 milioni di CZK. L’esonero da responsabilità è proposto soltanto per questo regime e richiede la prova di «tutti gli sforzi possibili».

Nella pratica sarà essenziale disciplinare contrattualmente gli obblighi informativi dell’intermediario, la collaborazione, i meccanismi di controllo, le penali contrattuali e le azioni di regresso.

#4 – TRASPARENZA E SUPERVISIONE UMANA DELLA GESTIONE ALGORITMICA

Il progetto introduce regole sulla trasparenza della gestione algoritmica e sulla supervisione umana dei sistemi automatizzati, in particolare per quanto riguarda l’assegnazione del lavoro, la valutazione delle prestazioni, la retribuzione e la cessazione della collaborazione.

Per le decisioni più gravi, quali la cessazione del rapporto contrattuale, la limitazione o la cancellazione dell’account o il mancato pagamento del compenso, dovrebbe essere escluso il processo decisionale puramente automatizzato. Il lavoratore della piattaforma dovrebbe avere diritto a una spiegazione e al riesame da parte di una persona.

Prima di avviare il trattamento dei dati mediante sistemi automatizzati sarà necessario effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA). Le nuove regole sull’informazione e sulla consultazione in merito all’introduzione di sistemi automatizzati non dovrebbero tuttavia riguardare soltanto le piattaforme: secondo il progetto si applicheranno in generale anche ai datori di lavoro che utilizzano sistemi automatizzati, tipicamente ad esempio nei magazzini, nella logistica o nei call center.

#5 – IN PARALLELO: TRASPARENZA RETRIBUTIVA

Il recepimento in preparazione della direttiva sulla trasparenza retributiva dovrebbe comportare in particolare:

  • il divieto di richiedere ai candidati lo storico retributivo,
  • l’obbligo di comunicare in anticipo la fascia retributiva offerta,
  • requisiti per un sistema retributivo oggettivo e non discriminatorio,
  • la rendicontazione progressiva dei divari retributivi tra donne e uomini in base alla dimensione del datore di lavoro:
    • dal 2028 i datori di lavoro con 150 o più dipendenti,
    • dal 2031 i datori di lavoro con 100–149 dipendenti,
    • i datori di lavoro con meno di 100 dipendenti non saranno tenuti a predisporre la rendicontazione.

ENTRATA IN VIGORE

Secondo il progetto, lo ZOPP dovrebbe entrare in vigore il 1° dicembre 2026; alcuni obblighi di registrazione relativi al lavoro tramite piattaforme dovrebbero seguire dal 1° gennaio 2027.

Per la trasparenza retributiva è prevista un’entrata in vigore di base dal 1° gennaio 2027, mentre la rendicontazione dei divari retributivi dovrebbe partire progressivamente in base alla dimensione del datore di lavoro.

Il testo integrale dell’MPSV, compresa la presentazione delle modifiche proposte, è consultabile sul sito del ministero.

Se desidera conoscere i nostri servizi in materia di diritto del lavoro, non esiti a contattarci all’indirizzo info@stuchlikova.com e a fissare una consulenza iniziale senza impegno.

Le sono piaciute le nostre novità? Si iscriva alla nostra newsletter e resti sempre aggiornato.