AI Act – Il progetto di legge ceco sull’intelligenza artificiale

Il Ministero dell’Industria e del Commercio (MPO) ha predisposto un progetto di legge sull’intelligenza artificiale che attua il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, il cosiddetto AI Act. Il progetto integra l’AI Act e stabilisce le modalità con cui tale disciplina sarà applicata nella Repubblica Ceca. Il progetto di legge sull’IA individua, tra l’altro, le autorità che eserciteranno la vigilanza, il funzionamento dell’autorizzazione e della sperimentazione dei sistemi di IA ad alto rischio, e introduce sanzioni per la violazione degli obblighi.

Quanto al suo ambito materiale, si tratta di un testo normativo del tutto nuovo. Il progetto introduce una disciplina autonoma dell’intelligenza artificiale, finora assente nell’ordinamento giuridico ceco, e prevede una regolamentazione organica e completa, comprensiva di vigilanza, procedimenti e sanzioni.

Dall’articolo apprenderà che:

  • la Repubblica Ceca si prepara ad adottare la prima legge speciale sull’intelligenza artificiale, che integrerà l’AI Act europeo;
  • come principale autorità di vigilanza è proposto l’Ufficio ceco per le telecomunicazioni, affiancato da ulteriori organi statali;
  • a quali condizioni sarà possibile sperimentare e utilizzare sistemi di IA ad alto rischio in un contesto reale;
  • che cosa comporterà il nuovo sandbox normativo per le imprese innovative e quali rischi derivano dalla violazione degli obblighi.

Il progetto di legge prevede quanto segue.

Vigilanza sul rispetto delle norme

La vigilanza dovrebbe essere ripartita tra più autorità. L’Ufficio ceco per le telecomunicazioni è designato quale principale autorità di vigilanza e diventerà il punto di contatto unico. Ulteriori autorità di vigilanza sono la Banca nazionale ceca e l’Autorità per la protezione dei dati personali. L’Ufficio per la normalizzazione tecnica svolgerà la funzione di autorità di notifica e provvederà all’accreditamento degli organismi di valutazione della conformità. In materia di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone avrà un ruolo di rilievo il Difensore civico (Veřejný ochránce práv).

Quanto alla vigilanza, dal § 17 del progetto di legge risulta che, nell’esercizio della vigilanza sul rispetto degli obblighi previsti dall’AI Act e dal progetto di legge, le predette autorità di vigilanza del mercato procedono in base alla legge che disciplina la vigilanza sul mercato dei prodotti e al regolamento dell’Unione europea direttamente applicabile in materia di vigilanza sul mercato dei prodotti. Tra l’Ufficio ceco per le telecomunicazioni e l’Autorità per la protezione dei dati personali è inoltre previsto uno scambio di informazioni: ciascuna informa le altre autorità di vigilanza del mercato dell’avvio di un controllo o di un procedimento ai sensi della legge e dell’oggetto di tale controllo o procedimento.

Il progetto di legge disciplina altresì il rilascio di un parere dell’Agenzia nazionale per la cybersicurezza e la sicurezza dell’informazione (NÚKIB) quando un procedimento condotto dall’autorità di vigilanza del mercato ai sensi del regolamento sull’intelligenza artificiale o del progetto di legge riguardi il rispetto dei requisiti di cybersicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale stabiliti dal regolamento sull’intelligenza artificiale. Allo stesso modo, tale autorità può richiedere un parere all’Autorità per la protezione dei dati personali in relazione alle norme che disciplinano il trattamento e la protezione dei dati personali.

Sistema di intelligenza artificiale ad alto rischio

L’AI Act consente, al ricorrere di determinate condizioni, la sperimentazione di sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio in condizioni operative reali e ammette al contempo la possibilità del loro esercizio anche in assenza di una previa valutazione della conformità. Qualora l’autorità di vigilanza accerti la violazione di una delle disposizioni dell’AI Act, è legittimata a imporre al soggetto obbligato l’adozione di misure correttive. A tal fine il progetto di legge stabilisce un quadro procedurale concreto, comprensivo di termini e modalità del procedimento amministrativo.

In generale si può affermare che si tratta di procedimenti amministrativi piuttosto complessi, che prevedono tuttavia limiti temporali chiaramente definiti:

  • per la decisione sull’autorizzazione alla sperimentazione è fissato un termine di 90 giorni,
  • per la decisione sull’autorizzazione all’esercizio è fissato un termine di 120 giorni.

Istituzione di un sandbox normativo per l’intelligenza artificiale e alcune condizioni del suo funzionamento

Il progetto di legge prevede inoltre l’istituzione del cosiddetto sandbox normativo per l’IA. Il gestore del sandbox normativo dovrebbe essere l’Agenzia ceca per la standardizzazione. Il sandbox normativo è destinato in particolare alle piccole e medie imprese che intendono sviluppare sistemi di intelligenza artificiale e fin dall’inizio interagire con lo Stato e, con il suo aiuto, sperimentare nuova intelligenza artificiale, in un contesto reale e con clienti effettivi. Si tratta di una forma di «sperimentazione controllata dell’IA in esercizio», che consente di verificare il funzionamento e la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale prima della loro immissione sul mercato.

Condizione per il funzionamento del sandbox normativo per l’intelligenza artificiale è che la partecipazione al sandbox sorga solo sulla base di un contratto concluso: la presentazione di una proposta di partecipazione non fa quindi sorgere automaticamente un diritto giuridicamente azionabile a parteciparvi. Le condizioni, compresi i requisiti di idoneità e i criteri di selezione per la partecipazione, saranno stabilite dall’Agenzia ceca per la standardizzazione e pubblicate sul suo sito internet.

Diffida per violazione degli obblighi e illeciti amministrativi

Infine occorre ricordare che, qualora un soggetto obbligato violi in modo meno grave un obbligo previsto dall’AI Act, l’autorità di vigilanza del mercato competente può diffidarlo per tale violazione e invitarlo a porvi rimedio entro un termine adeguato. Tale termine non può essere inferiore a 15 giorni dalla data di notifica della diffida. Quanto agli illeciti amministrativi, il progetto di legge li disciplina nelle disposizioni finali, ai § 21, § 22 e § 23.

Si prevede che la legge possa entrare in vigore nel corso del 2026.

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